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Quando si progetta o si ristruttura una casa all’insegna della sostenibilità si pensa all’isolamento termico, ai materiali naturali, all’efficienza energetica. Raramente si pensa all’aria che si respira all’interno. Eppure gli ambienti chiusi, sempre più isolati dall’esterno per risparmiare energia, possono trattenere sostanze che all’aperto si disperdono facilmente. Tra queste c’è il radon, un gas naturale che non si vede, non si sente e non ha odore.

Che cos’è il radon e da dove arriva

Il radon è un gas radioattivo di origine naturale, prodotto dal decadimento dell’uranio presente in quantità variabili in rocce, terreni e alcuni materiali da costruzione. Dal sottosuolo risale in superficie e, se trova una via d’accesso, si infiltra negli edifici attraverso crepe nelle fondazioni, giunti, passaggi di impianti e pavimenti a contatto con il terreno.

All’aperto si diluisce rapidamente. Negli ambienti chiusi, invece, può accumularsi, soprattutto nei locali interrati o seminterrati e ai piani più bassi. La sua presenza non dipende dalla qualità della costruzione né dalla pulizia della casa: dipende dal suolo e dal modo in cui l’edificio interagisce con esso.

Perché è considerato un rischio per la salute

Le autorità sanitarie internazionali, a cominciare dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, indicano il radon come una delle principali cause di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta. Il rischio non è immediato né legato a una singola esposizione: dipende dalla concentrazione e dalla durata dell’esposizione nel tempo, ed è per questo che riguarda soprattutto gli ambienti in cui si trascorre molto tempo, come case e luoghi di lavoro.

La normativa italiana, con il D.Lgs. 101/2020, fissa un livello di riferimento di 300 Bq/m³ come media annua di concentrazione, e prevede l’obbligo di misurazione nei luoghi di lavoro sotterranei e, in determinate aree, anche a piano terra. L’OMS raccomanda di mantenersi su valori ancora più bassi, intorno ai 100 Bq/m³, quando possibile.

Case sostenibili e radon: un equivoco da chiarire

Una casa a basso consumo, con serramenti ermetici e ventilazione ridotta, tende a ridurre il ricambio d’aria. Questo è un vantaggio energetico ma può diventare un problema se il radon entra dal suolo: meno ricambio significa meno possibilità di dispersione. Non vuol dire che le case efficienti siano più pericolose, ma che la qualità dell’aria interna va considerata fin dal progetto, esattamente come l’isolamento.

Una buona progettazione sostenibile, infatti, include la ventilazione meccanica controllata, un vespaio areato e una corretta sigillatura delle fondazioni: tutte soluzioni che, oltre a migliorare il comfort, riducono anche l’ingresso del radon.

Come si misura

L’unico modo per sapere se in un ambiente c’è radon è misurarlo. Non esistono indizi visibili e la concentrazione può variare molto da un edificio all’altro, anche in case vicine. La misura si esegue con rivelatori passivi, piccoli dispositivi che si lasciano in posizione per un periodo prolungato, di norma un anno suddiviso in due semestri, perché il radon varia con le stagioni e con le abitudini di ventilazione. Al termine il rivelatore viene analizzato in laboratorio e restituisce la concentrazione media.

Per i luoghi di lavoro, dove la misurazione è un obbligo di legge, ci si affida a servizi specializzati: una misurazione radon Cemirad, per esempio, prevede la posa dei dosimetri, l’analisi e il rapporto finale redatto da un esperto, documento che serve anche in caso di controlli. Per le abitazioni private la misura non è obbligatoria, ma è consigliata soprattutto nelle zone a maggiore presenza del gas e in presenza di locali abitati a piano terra o interrati.

Se il valore è alto

Un valore elevato non è motivo di allarme immediato, ma richiede interventi. Le soluzioni più comuni sono semplici: aumentare la ventilazione, sigillare le vie d’ingresso, realizzare un vespaio ventilato o un sistema di depressurizzazione del suolo. Dopo l’intervento si ripete la misura per verificare che la concentrazione sia scesa.

Conclusione

Una casa davvero sostenibile è anche una casa in cui si respira bene. Il radon è un tassello spesso trascurato di questo quadro, ma conoscerlo, misurarlo e, se necessario, ridurlo è un intervento concreto e dai costi contenuti rispetto al beneficio. Inserire la qualità dell’aria interna nelle valutazioni sul proprio spazio abitativo è il modo più sensato di tutelare benessere e salute, oggi e negli anni a venire.

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